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Storia |
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Come molte altre isole adriatiche e mediterranee, le Incoronate si sono formate alla fine dell'era glaciale, quando la superficie di tutti i mari si innalzò a tal punto da trasformare i campi in mari e le catene montuose in isole. Il processo dell'innalzamento del livello del mare, anche se con modalità diverse (all'incirca di 1mm all'anno) continua ancora oggi. Gli antichi resti sulle Incoronate provano, infatti, che duemila anni fa il livello del mare era inferiore. I meglio conservati sono i vivai nel fondale marino del'isola di Svršata e di Mala Proversa, le saline sommerse a Šipnate e Lavsa, i moli sommersi nel fondo marino di Trstikovac, Statival e Sedlasti bok, come anche gli ancora inesplorati resti sottomarini a Piškera.
I primi abitanti dell'arcipelago delle Incoronate, come è stato dimostrato, furono la popolazione illirica dei Liburni, un gruppo etnico diffusosi nell'area che da loro prese il nome di provincia Liburnia: una zona estesa dall'Istria allo sbocco del fiume Krka. Le Incoronate erano parte di un bacino in cui i Liburni, così sembra, governavano e ne controllavano i traffici, ovvero quella larga zona del bacino adriatico che gli storici dell'antichità chiamano Liburnicae insulae.
ISulle Incoronate, nel I secolo d.C. i Liburni furono sostituiti da nuovi colonizzatori. È difficile stabilire, tranne in base ad alcuni reperti archeologici, in che modo gestirono questa zona, ma è logico supporre, che non fu particolarmente differente da quello che accadde su altre piccole isole senza insediamenti urbani antichi. Questi territori furono di proprietà o dati ad usufrutto a famiglie meritevoli o devoti cittadini dell'Impero.
Dato che non ci sono tracce scritte, se tali non vanno considerate le forme latine ancor oggi presenti nei nomi delle isole, possiamo constatare, come nel caso dei Liburni, che tutto quello che sappiamo sul dominio romano ci giunge attraverso i resti delle ville andate distrutte, delle saline, dei vivai o dal carico delle navi affondate.
Sull'isola Kornat furono costruiti almeno due edifici di importanza eccezionale, entrambe in località Tarac, all'epoca in cui le Incoronate facevano parte di importanti rotte di navigazione, e gli storici sono dell'opinione che una di queste fu quella voluta da Giustiniano nel VI secolo come parte del suo impegno per rafforzare il potere di Bisanzio. Il primo edificio è la fortezza Tureta sulla cima sovrastante una piana, dalla quale era possibile sorvegliare il traffico. Il secondo, è la chiesa di Santa Maria sotto lo stesso colle.
La storia recente dell'arcipelago delle Incoronate e i rapporti economici e sociali che vi si mantennero fino alla seconda metà del XX secolo sono stati condizionati da un'invenzione. Difatti, all'inizio del XVI secolo il nobile zaratino Simone de Cedulinis inventò la pesca delle sardine con le lampare. Fino a quel momento il pesce azzurro veniva pescato senza l'uso delle lampare, nel buio estivo, con reti a strascico, in postazioni decise in anticipo tirando a sorte, mentre della pesca di sardine nei documenti non vi è menzione. De Cedulinis brevettò la sua invenzione e ottenne il decennale diritto esclusivo di pesca nelle Incoronate, allora appartenente al bacino di Zara.
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