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Storia

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L'isola di Murter fu abitata già in epoca preistorica e successivamente dalle popolazioni preromane, illiriche. I liburni e poi i romani, che vissero sull'isola, ci hanno lasciato molte tracce della loro presenza. I resti degli edifici romani, degli attrezzi portuali e i mosaici ci testimoniano l'importanza dell'isola in tempi antichi

La prima menzione dell'isola la troviamo negli scritti di Plinio il vecchio che la chiama Colentum. Il nome croato dell'isola Srimac (Srimac) appare per la prima volta nel 1251, quando il re d'Ungheria Bela, detentore anche della corona croata, defini i confini del comune di Šibenik (Sebenicco). Dall' anno 1740 l'isola si chiama Murter.
L'origine del nome Murter non è stato ancora scientificamente spiegato. In tempi recenti prevale l'opinione che il nome Murter si riferisca all'antico condotto in pietra che faceva parte della macina per la produzione dell'olio, chiamata mortarium. Le parole “mortar”, “mortario” in croato significano mortaio – nome che indicava recipienti nei quali i cereali venivano macinati a mano, o vari tipi di piccole presse..
Un’altra teoria, sostiene che l’isola prenda il nome dalla baia di Murtar situata nella parte sud-occidentale dell’isola.

Nelle vicinanze dell’odierna cittadina sorgeva l’antico centro di Colentum i cui resti, in maggior parte oggi coperti dal mare, giacciono sotto il colle Gradina, nella parte settentrionale della baia di Hramina. Colentum ebbe la sua epoca più florida sotto gli imperatori romani Nerone (37-68) e Vespasiano (9-79), le cui monete sono state ritrovate durante i primi scavi archeologici effettuati dal 1907 al 1909.
La città aveva il tipico impianto architettonico antico: case su due piani, cisterne per l’acqua, terme e strette vie lastricate in pietra, molto simili alle odierne calle dei centri storici delle città dalmate, visibili anche nella città vecchia di Murter. Inoltre, gli archeologi hanno riportato alla luce ville lussuose, probabilmente case di villeggiatura, disposte a terrazzamento sui pendii del monte Gradina e rivolte verso il mare. Si suppone che Colentum all’inizio del II secolo fu distrutta e saccheggiata da pirati, ma vi sono anche altri indizi che proverebbero la sua devastazione a causa di un terremoto. Una parte delle rovine lungo la costa fu poi ricostruita, ma Colentum non ritornò mai all’antico splendore. Il destino di Colentum dopo questo periodo rimane ancora ignoto.

Nel XIII secolo sull’isola vi furono due insediamenti – Veliko Selo (Villa Magna), l'attuale Murter, e Jezera. Alcuni antichi documenti ci attestano che nell'anno 1298 vi erano 203 abitanti. Fino al XVIII secolo a Murter, così come nelle altre località dell'isola, furono in uso le due antiche scritture paleo croate: il glagolitico e l'antica scrittura bosniaca, fatto attestato da antichi documenti parrocchiali risalenti a quell'epoca. Nell'anno 1866 a Murter fu fondata la più antica biblioteca civica della Dalmazia che ebbe un ruolo rilevante nel movimento risorgimentale croato. La scuola elementare e l'ufficio postale furono aperti nel 1877, mentre nel 1910 fu fondata la cooperativa di produttori d'olio. Le località di Betina e Tisno furono fondate all'epoca delle incursioni ottomane nella regione di Šibenik, XVI secolo.
La Murter medioevale sorse nel luogo in cui oggi si trova Veliko Selo, non direttamente sul mare, infatti il porto di Hramina venne costruito molto più tardi, nel periodo in cui gli abitanti di Murter rilevarono i terreni sull'arcipelago delle Incoronate, diventandone i maggiori proprietari. Queste nuove proprietà erano raggiungibili esclusivamente in barca, ragione per cui fu indispensabile la costruzione di adatte infrastrutture portuali.

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